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Comunicati stampa

Reddito di cittadinanza anche per avviare una impresa

Le diverse modalità di fruizione per le imprese che assumeranno i beneficiari del reddito di cittadinanza e per i lavoratori che avvieranno una attività imprenditoriale

 

 

Il reddito di cittadinanza, spesso  criticato come misura assistenzialista,  cerca in qualche modo invece di collegarsi  al mondo dell'impresa e dell'auto imprenditorialità. Tra le norme descritte  del decreto legge  in fase di approvazione,  si trova infatti la possibilità  che le mensilità del reddito di cittadinanza destinate ad un lavoratore ma non fruite perchè trova lavoro, siano destinate alla azienda che lo assume  o parzialmente anche all'agenzia per il lavoro o l'ente bilaterale che lo ha messo in contatto con l'azienda . E' necessario pero che l'azienda si sia preventivamente registrata sul portale RDC per comunicare i posti vacanti. E' una previsione che  ricalca in parte alcune norme già presenti in passato (su NASPI o mobilità ad esempio) . 

Non solo:  se il beneficiario del RDC decide di avviare una propria attività economica  entro i primi 12 mesi di fruizione  può ottenere  in un unico versamento 6 mensilità del Reddito di cittadinanza calcolato sulla sua specifica situazione familiare.

Vediamo di seguito i dettagli degli articoli del decreto in materia:

I datori di lavoro che comunicano al portale del programma del RdC le disponibilità dei posti vacanti, hanno diritto ad accedere ai seguenti incentivi:

    1.  nel caso in cui un datore di lavoro assuma a tempo pieno e indeterminato il beneficiario di RdC, e il beneficiario non viene licenziato, nei primi 24 mesi, senza giusta causa o giustificato motivo è riconosciuto uno  sgravio contributivo  pari alla differenza tra 18 mensilità di RdC e quello già goduto dal beneficiario stesso, con un minimo di 5, incrementato di una mensilità,  se si tratta di  donne e di soggetti svantaggiati. Il datore di lavoro, deve anche stipulare presso il CPI,  un patto di formazione, con il quale garantisce al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione professionale.
    2. nel caso in cui il datore di lavoro assuma a tempo pieno e indeterminato il beneficiario del RdC, attraverso l'attività svolta da un soggetto privato accreditato di cui all'art. 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015, è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla metà della differenza tra l'importo corrispondente a 18 mensilità di RdC e quello già goduto dal beneficiario stesso.  La restante metà dell'ammontare è riconosciuta al soggetto privato accreditato, sotto forma di sgravio contributivo. 

Anche gli Enti bilaterali di formazione e i Fondi interprofessionali per la formazione continua possono stipulare presso i CPI e presso i soggetti privati accreditati  , un Patto di Formazione con il quale garantiscono al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione ; se in seguito a questo p il beneficiario di RdC ottiene un lavoro, coerente con il profilo formativo, gli Enti ottengono un contributo, anche sotto forma di sgravio contributivo, pari alla metà della differenza tra 18 mesi, e i mesi già usufruiti, nelle stesse modalità descritte sopra .
Le agevolazioni  si  applicano a condizione che il datore di lavoro realizzi un incremento netto del numero di dipendenti a tempo pieno e indeterminato, a meno che si provveda cosi alla sostituzione di lavoratori cessati dal servizio per pensionamento.
Come detto, inoltre, ai beneficiari del RdC che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un'unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili.

La bozza di decreto specifica infine che queste  agevolazioni non spettano ai datori di lavoro che, nel triennio precedente alla richiesta, siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori anche non definitivi concernenti le violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro che costituiscono cause ostative al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) .

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 10/01/2019

Fonte: Fisco e Tasse

Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

 

 

L'Agenzia delle Entrate ha diffuso un comunicato ufficiale contenente tutte le novità sull'e-fattura.

 

Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate
Fatturazione elettronica tra privati: arrivano le nuove regole dell'Agenzia delle Entrate. Con un provvedimento firmato al direttore, Ernesto Maria Ruffini, sono state fissate le modalità per l’applicazione dell’e-fattura, che, come previsto dalla legge di Bilancio 2018, partirà il 1° luglio per le cessioni di carburante e per i subappalti della Pa e da gennaio 2019 per tutte le operazioni. Il direttore ha firmato, inoltre, la circolare n. 8/E, con cui vengono forniti i primi chiarimenti sulla base delle richieste rappresentate dagli operatori nel corso dei diversi incontri di coordinamento a livello ministeriale.

 
Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

Fattura elettronica: le novità

Diverse le novità che vanno nella direzione di semplificare il nuovo processo di fatturazione per gli operatori. Ad esempio, per rendere più agevole la predisposizione delle fatture elettroniche e ridurre i tempi, l’Agenzia metterà a disposizione un servizio web e una app dedicata che consentirà al soggetto che emette la fattura anche di acquisire “in automatico” i dati identificativi del cessionario e l’indirizzo telematico tramite un QR-code reso disponibile dall’Agenzia a tutte le partite Iva nell’area autenticata del sito internet. Semplificazioni anche sul fronte della conservazione delle fatture, per cui potrà essere la stessa Agenzia, su richiesta, a “custodire” i documenti elettronici per conto degli operatori economici, e sul processo di recapito, con un nuovo servizio web gratuito che consentirà di registrare l’indirizzo telematico (codice destinatario o indirizzo Pec) prescelto per ricevere le fatture elettroniche.

 

Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

Predisposizione e trasmissione

 Le fatture elettroniche potranno essere generate con strumenti resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia (una procedura web, una app e un software da installare su pc) o con software di mercato. Le e-fatture, che viaggeranno in maniera sicura tramite il Sistema di Interscambio (SdI), potranno essere trasmesse, anche tramite intermediari, via posta elettronica certificata oppure utilizzando le stesse procedure web e app; in alternativa, previo accreditamento al SdI, potranno essere inviate tramite un “web service” o per mezzo di un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti (FTP). In caso di superamento dei controlli minimi su alcuni dati obbligatori della fattura, sarà recapitata - entro 5 giorni - una “ricevuta di consegna” del file della fattura elettronica al soggetto che lo ha inviato e la fattura si considererà emessa.



 
 
Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

Il recapito “semplificato”

Se la fattura elettronica è destinata a un consumatore finale, un soggetto Iva che rientra nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente potrà valorizzare solo il campo “Codice Destinatario” con un codice convenzionale e la fattura sarà recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file in un’apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. Della stessa semplificazione potrà usufruire anche il cessionario/committente Iva che non si trovi nelle condizioni di poter utilizzare, né direttamente né tramite un intermediario appositamente delegato, i canali standard per la ricezione (Pec, web service, Ftp): troverà le fatture nell’apposita area web riservata dell’Agenzia.

 

 

Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

Conservazione facilitata 

I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia. 

L’Agenzia metterà, inoltre, a disposizione un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute all’interno di un’area riservata del sito.



 
 
Fatturazione elettronica | Le nuove regole | Agenzia delle Entrate

Sicurezza dei dati 

Tutte le modalità di trasmissione avverranno attraverso protocolli sicuri su rete internet, come descritto nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento. Inoltre, la consultazione degli archivi informatici dell’Agenzia delle Entrate è garantita da misure di sicurezza che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione, di tracciatura degli accessi effettuati, con indicazione dei tempi e della tipologia delle operazioni svolte.



 

 Fonte: Agenzia delle Entrate



 

Mai più estorsioni a danno delle lavoratrici e dei lavoratori.

Oggi con solo 5 voti contrari è stata approvata in prima lettura alla camera una proposta di legge importante che riguarda la dignità e i diritti del lavoro. Abbiamo finalmente l'occasione di dotarci di uno strumento per contrastare la pratica diffusa di corrispondere ai lavoratori una retribuzione inferiore a quanto previsto dalla busta paga.

 

È di ieri la notizia dell'arresto del candidato del Movimento 5 stelle in Sicilia per estorsione perpetrata ai danni dei dipendenti costretti, dietro la minaccia del licenziamento, ad accettare un salario inferiore a quello risultante nelle buste paga formulate regolarmente. E non si può dimenticare la storia di Paola Clemente, bracciante morta di fatica, che fra i vari abusi aveva subito anche quello di avere una busta paga regolare sulla carta a cui corrispondeva, però, una retribuzione molto minore. Solo due esempi di quello che è un fenomeno ancora troppo diffuso nel mondo del lavoro dipendente, molto di più di quello che emerge, perché l'emersione è legata alla denuncia dei singoli, che superano la paura della perdita del lavoro, e alle indagini della magistratura.

 

La legge, che prevede l'obbligo per i datori di lavoro di pagare lo stipendio ai lavoratori tramite strumenti tracciabili, impedirà ogni futuro abuso perché lo preverrà. E potremo farlo aiutati dalla tecnologia che tiene insieme modernità e diritti grazie a trasparenza e a controlli incrociati. Il provvedimento elenca tre metodi: bonifico bancario, pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale, assegno, e dice che la firma sulla busta paga non corrisponde a prova a discarico.

 

Impedire i ricatti alle persone nel mondo del lavoro vuol dire anche favorire e sostenere le imprese sane, danneggiate da una concorrenza sleale di chi guadagna sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici.

 

Oggi abbiamo compiuto un primo passo per evitare abusi sulle persone più fragili, molte delle quali sono donne, e per arrestare una prassi vergognosa che rappresenta un grave danno per i lavoratori che, in posizione di debolezza e subalternità, vengono non solo depauperati, ma sono lesi nella loro dignità e nel diritto a una giusta retribuzione, in violazione della Carta Costituzionale.

Altri passi avanti per i diritti della lavoratrici e dei lavoratori erano già stati fatti con la legge contro le dimissioni in bianco, con la legge contro il caporalato, con la scelta del jobs act e di tutti i provvedimenti che favoriscono il rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Ora dobbiamo continuare in questa direzione con determinazione contro la precarietà e le sue nuove frontiere.