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Comunicati stampa

Si fa strada un’interessante proposta di legge volta ad aiutare le famiglie italiane nella conciliazione di vita lavorativa e personale. Il disegno di legge A.S. 1473: “Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico” dovrebbe concretizzarsi entro fine anno, per questo è stato ribattezzato Bonus figli Natale, ponendosi come obiettivo il riordino ed il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico, andando colmare le attuali lacune del sistema di incentivi alla nascita e aiuti alle famiglie.

Bonus figli
Si tratta di un progetto di legge che in realtà è stato presentato nel 2014 ma che solo ad inizio 2017 è stato affidato alla Commissione Finanze del Senato per arrivare poi in discussione al Parlamento. Una delle principali modifiche riguarda la platea di beneficiari, che dovrebbe essere allargata anche a coloro che sono attualmente esclusi ad esempio dal bonus Renzi, come gli incapienti. L’idea è anche di aumentare l’importo degli assegni previsti, ritenuto oggi troppo esiguo.

Attuali misure
Nella relazione del disegno di legge si legge: “La disciplina vigente in materia si presenta oggi assai frammentata e, proprio in ragione della disomogeneità dei benefici riconosciuti, genera disparità di trattamento non più giustificabili. La normativa in vigore non riconosce infatti le detrazioni fiscali a chi ha redditi bassi o nulli, mentre si concedono gli assegni familiari solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, escludendo i disoccupati e quasi tutte le altre forme di lavoro che oggi riguardano una porzione consistente e crescente degli occupati.

È evidente, pertanto, un problema di mancata equità e universalità delle misure in materia, nonché l’esigenza di tenere conto del profondo cambiamento intervenuto nel tessuto sociale ed economico del Paese nel corso degli ultimi decenni, in particolare nel mercato del lavoro. L’assegno al nucleo familiare è riservato ai dipendenti, ai pensionati e a poche altre categorie di atipici. Esso si conserva durante il trattamento di disoccupazione ma si perde alla sua scadenza. Per le famiglie povere è previsto un sussidio specifico, ma solo a partire dal terzo figlio.

Chi fa la dichiarazione dei redditi può beneficiare delle detrazioni per familiari a carico purché abbia un reddito superiore alla soglia di incapienza; pertanto chi non la supera non ha alcun vantaggio fiscale. Paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati nella copertura dei costi per il mantenimento dei figli”.

Verso un bonus unico
La relazione passa dunque a descrivere le finalità della proposta di legge:

“Il disegno di legge è volto a superare la situazione descritta, attribuendo un’unica misura generalizzata di beneficio per i minori a carico, sostitutiva di tutte le agevolazioni finora riconosciute. Fra queste, fatto salvo il mantenimento in vigore delle misure e degli importi per il coniuge e gli altri familiari a carico, si prevede l’abolizione:

– dell’assegno al nucleo familiare di cui al decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69;
– dell’assegno familiare di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955 n. 797;
– delle detrazioni fiscali per minori a carico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
– dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Fra i criteri della delega è previsto comunque il mantenimento delle misure complementari a favore dei minori a carico, solo in quanto destinate a specifici bisogni, attività o destinatari”.

Alla lettera h) dell’Art. 1 del disegno di legge si legge che l’applicazione del beneficio spetterebbe fino a una soglia di reddito ISEE del nucleo familiare pari a 50.000 euro annui, nel caso di nucleo familiare composto dai genitori e un figlio a carico. Viene inoltre previsto che al di sopra di tale soglia si applichi una progressiva riduzione del beneficio, per scaglioni successivi, fino all’azzeramento quando il nucleo familiare raggiunge la soglia di reddito ISEE pari a 70.000 euro annui.

Ai predetti fini, si considera componente del nucleo familiare anche il convivente stabile che risulta coabitante, anche se con residenza anagrafica diversa. Le soglie ISEE vengono innalzate di euro 5.000 annui per ogni ulteriore figlio a carico e si prevede un aggiornamento annuale automatico al tasso di inflazione delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera h).

Per gli incapienti è previsto un riconoscimento in denaro del beneficio.

Fonte: Senato.it.

 

Le Triangolazioni intracomunitarie dal 1 gennaio 2020

Triangolazioni intracomunitarie: regole dall'1.1.2020 - c.d. pacchetto quick fixes - contro le frodi carosello

 

 

 

Le regole per le triangolazioni intracomunitarie sono state ritoccate dall'art. 36-bis della Direttiva UE 4.12.2018 allo scopo di evitare le c.d. frodi carosello ed uniformare le varie legislazioni europee.

 

Cosa sono le triangolazioni intracomunitarie

Per Triangolazioni intracomunitarie si intendono quelle operazioni, chiamate anche vendite a catena, in cui intervengono almeno 3 soggetti ma dove c'e' un unico trasporto.

Esempio: l'operatore tedesco GER1 vende ad impresa italiana IT1 (chiamata operatore intermedio ovvero promotore della triangolazione) la quale vende ad un'impresa francese FR1, con un unico trasporto dalla Germania di GER1 alla Francia di FR1 curato da GER1.

In generale le cessioni sono due e per costante giurisprudenza UE il trasferimento dei beni deve essere imputato ad una sola delle due cessioni, che e' l'unica a beneficiare della non imponibilita'  Iva prevista per le cessioni intra UE.

 

Come si stabilisce a quale cessione applicare la non imponibilità IVA

In sostanza, se il trasporto intracomunitario è riconducibile alla prima cessione (GER1--->IT1), solo questa potrà beneficiare del regime della non imponibilità IVA; le cessioni successive si considerano effettuate nello Stato in cui si realizza l’acquisto intracomunitario; se invece il trasporto intracomunitario è riconducibile all’ultima cessione solo questa potrà beneficiare del regime della non imponibilità IVA, mentre le precedenti costituiranno delle cessioni interne, rilevanti nello Stato ove si trovano i beni.

Per individuare il soggetto che organizza il trasporto si deve guardare al soggetto passivo all’interno della catena che si assume il rischio di perdita o danneggiamento della merce durante il trasporto.

Precisiamo che l'art. 36-bis della Direttiva tratta solamente i casi in cui vi sia un operatore intermedio (il promotore) che organizza il trasporto, in tal caso esso e' agganciato alla cessione eseguita nei suoi confronti che viene definita intracomunitaria (cioe' non imp. Iva).

Nel diverso caso in cui l’operatore intermedio (il promotore) sia identificato anche nello Stato del primo cedente e trasmetta al primo cedente la comunicazione del proprio numero di partita IVA in detto Stato, il trasporto deve essere attribuito alla cessione fatta dall’operatore intermedio (nell'esempio alla cessione da IT1 a FR1), in quanto la cessione precedente (nell'esempio da GER1 a IT1) e' soggetta ad Iva tedesca.

Questa nuova normativa non riguarda le transazioni a catena che coinvolgono importazioni od esportazioni di beni, ne' quelle all'interno dello Stato.

 

Conclusioni

Secondo Assonime (Circ. 29 del 19.12.2019), ed in attesa di una Circolare esplicativa dell'Agenzia delle Entrate, anche dopo il 31 dicembre 2019 per le operazioni triangolari restano in vigore le semplificazioni previste dagli art. 42, 141 e 197 della Direttiva IVA e cioè l’istituto della designazione del debitore d’imposta.

Pertanto, nel caso in cui il promotore della triangolazione curi il trasporto, il suo acquisto e' non imponibile Iva, ma anche la sua vendita a patto che in fattura designi il suo cliente quale debitore dell'Iva. L’art. 36-bis infatti non incide sulla disposizione contenuta nell'art. 58 del DL 331/93 che prevede la non imponibilità (se il trasporto e' a cura del primo cedente) per entrambe le cessioni effettuate dagli operatori nazionali, e cioè dal primo cedente e dal promotore della triangolazione: e' il caso in cui IT1 venda a IT2 il quale vende a UE1, con trasporto da IT1 a UE1 a cura di IT1.

Si attende la Circolare ministeriale esplicativa in considerazione anche del fatto che questa Direttiva UE ancora non e' stata formalmente recepita in Italia.

 

 

 
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Pubblicato il 07/01/2020

Fonte: Fisco e Tasse