Layout Type

Presets Color

Background Image

Circolari

 

Reddito cittadinanza: controlli e maxisanzioni per lavoro irregolare

Indicazioni dell'Ispettorato sui controlli e sull'applicazione della maxisanzione maggiorata in caso di impiego irregolare di lavoratori beneficiari del reddito di cittadinanza

 

Con la Nota n. 7964 dell’11 settembre 2019, l’Ispettorato  ha fornito precise indicazioni  sull'applicazione della maxisanzione maggiorata in caso di impiego irregolare di lavoratori beneficiari del reddito di cittadinanza. Viene precisato  che la maggiorazione della sanzione è applicabile:

  • sia quando il lavoratore irregolare sia il diretto richiedente del beneficio,
  • che quanto il lavoratore faccia parte di un nucleo  familiare beneficiario del reddito di cittadinanza.

Sul tema era stata pubblicata anche la circolare N. 8 che riepiloga le irregolarità e i reati  e le sanzioni connessi con la fruizione del reddito di cittadinanza. Veniva specificato per quanto riguarda i datori di lavoro che:


"L’art. 7, comma 15 bis, prevede l’applicazione dell’aumento del 20% degli importi della c.d.maxisanzione, già previsto dall’art. 3, comma 3 quater, D.L. n. 12/2002, anche in caso di impiego di lavoratori beneficiari del Rdc.Tale illecito non è diffidabile  quindi,   ai fini della revoca del provvedimento di sospensione dell’attività ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n.  81/2008 il datore di lavoro dovrà procedere alla regolarizzazione amministrativa e contributiva del  periodo lavorativo “in nero” accertato."

In tema di controlli  nel mese di agosto  sono stati diffusi i dati sui controlli ispettivi della prima metà dell'anno:in questa prima fase di attuazione della misura, sono stati 185 i percettori indebiti del “reddito di cittadinanza” individuati. 

In generale l'ispettorato ha anche comunicato che  il tasso delle irregolarità riscontrate presso le imprese controllate è salito del 3% (dal 69 al 72% dei casi) come pure del 7,7% è aumentato il numero delle posizioni lavorative risultate irregolari (dalle 77.222 del 2018 alle attuali 83.191).

In crescita del 14% (da 20.398 a 23.300)il numero dei lavoratori “in nero” accertati ; inoltre è  più che raddoppiato (da 5.161 a 10.454) il numero dei lavoratori soggetti a forme di appalto e somministrazione illeciti e pressoché triplicato (da 150 a 413) quello  degli accertamenti in materia di distacco transnazionale illecito.
Le indagini svolte sul fronte della lotta al “caporalato” hanno altresì portato alla denuncia di 263 persone – 59 delle quali in stato d’arresto – in netto incremento rispetto alle 80 denunce dell’omologo periodo del 2018 e con una incidenza del fenomeno che si è confermata prevalente (147 denunce) nel settore agricolo.

 

 

 

1 FILE ALLEGATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 13/09/2019

Fonte: Ispettorato nazionale del lavoro

Errori formali: l’Agenzia pubblica la circolare con i chiarimenti.

Circolare 11/E: l’Entrate pubblicano i chiarimenti due settimane prima della scadenza per la definizione agevolata degli errori formali.

 

 

Pubblicata nella serata di ieri la circolare n°11/E sulla definizione agevolata degli errori formali. L’Agenzia ha esplicitato l’Ok alla definizione anche se non sono state corrette tutte le irregolarità. Più tempo rispetto al termine del 2 marzo 2020 per chi riceve un invito da parte dell’ufficio, che potrà usufruire, in presenza di un giustificato motivo (per esempio se non è riuscito a individuare tutte le violazioni formali commesse) di ulteriori 30 giorni dalla ricezione, ad esempio, di una lettera di compliance per mettersi in regola; la condizione necessaria è che si sia provveduto, entro il termine del 31 maggio 2019, al versamento della prima o unica rata. 

La circolare sulla definizione agevolata delle irregolarità formali si unisce al provvedimento del 15 marzo 2019 e alla risoluzione n. 37/E del 21 marzo 2019 (con cui è stato istituito il codice tributo da utilizzare per il versamento).

Il documento di prassi si sofferma, in particolare, sull’ambito oggettivo di applicazione della misura, elencando le infrazioni, inosservanze e omissioni di natura formale ammesse alla definizione e quelle che - così come le violazioni sostanziali - restano fuori dalla definizione agevolata.

Nei giorni scorsi, sullo stesso tema si era espresso anche il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili in collaborazione con la stessa Agenzia delle Entrate e non è possibile sottacere il fatto che la circolare per alcuni aspetti si pone in contrasto con quanto era stato detto in quella circostanza, così come evidenziato giustamente dai più della stampa specializzata.

 

 

 

 

1 FILE ALLEGATO

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 16/05/2019

Fonte: Agenzia delle Entrate

 

Regime forfetario 2019: una nuova Circolare dell'Agenzia scioglie i dubbi

I titolari di partita Iva che nel 2018 hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 65.000 euro rientrano nel nuovo regime forfetario; chiarimenti nella Circolare n. 9/2019

 

 

L'Agenzia delle Entrate, con la nuova Circolare del 10 aprile 2019 n. 9, fornisce indicazioni sulle modalità applicative del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti, alla luce delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2019 e chiarimenti ad alcuni dubbi interpretativi, tenendo presente che i contribuenti che, prima della pubblicazione della circolare odierna, pur avendone i requisiti non hanno seguito le regole del regime forfetario ed hanno applicato l’Iva con le modalità ordinarie, possono emettere una nota di variazione per correggere gli errori commessi in fattura, da conservare, ma senza obbligo di registrazione.

 

 

Requisiti di applicazione del regime forfetario

Il regime forfetario rappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso del requisito stabilito dal comma 54, ovvero nuovo limite di ricavi/compensi di 65.000 euro, e non incorrano in una delle cause ostative previste dal successivo comma 57 della legge n. 190 del 2014 come modificato dall’articolo 1, comma 9, della legge n. 145 del 2018 e dall’articolo 1-bis, comma 3, del D.L. n. 135 del 2018.

Il regime forfetario si applica sia ai soggetti già in attività sia a coloro che intraprendono una nuova attività e non prevede una scadenza legata a un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica.

Il nuovo limite di ricavi/compensi di 65.000 euro va verificato, come si evince dall’espressa previsione normativa, con riferimento al limite dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti nell’anno precedente all’applicazione del regime forfetario.

Da ciò consegue che, ad esempio, nel caso in cui il contribuente abbia superato la soglia di 30.000 euro di ricavi/compensi al 31 dicembre 2018, ma abbia conseguito/percepito, nel medesimo periodo d’imposta, ricavi/compensi non superiori alla soglia di 65.000 euro (quindi superiori ai limiti imposti dalla vecchia normativa ma inferiori a quelli indicati dalla nuova previsione della legge di bilancio 2019), può rimanere nel regime forfetario, applicando le disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2019.

 

Per la verifica dell’eventuale superamento del limite, si deve tener conto del regime contabile applicato nell’anno di riferimento:

  • perciò, ad esempio, coloro che hanno operato in contabilità ordinaria devono calcolare l’ammontare dei ricavi conseguiti applicando il principio di competenza;
  • e coloro che hanno applicato il regime semplificato di cui al comma 1 dell’articolo 18 del d.P.R. n. 600 del 1973 devono calcolare l’ammontare dei ricavi conseguiti applicando il regime di cassa.

Il predetto limite deve essere ragguagliato all’anno nel caso di attività iniziata in corso di anno.

 

 

 

 

1 FILE ALLEGATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Normativa del 11/04/2019

Forma Giuridica: Prassi - Circolare 
Numero 9 del 10/04/2019 
Fonte: Agenzia delle Entrate