Layout Type

Presets Color

Background Image

Comunicati stampa

Privacy e controllo dei lavoratori attraverso biometria e videosorveglianza

Il parere del Garante per la privacy sul DDL “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e prevenzione assenteismo"

 

 

 

Nell'articolo si analizza come il disegno di legge recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo" ( presentato dal ministro Bongiorno, già approvato dal Senato e in attesa di esame in Commissione alla Camera) , va ad impattare sulle norme che regolamentano la protezione dei dati personali  e sulla privacy dei lavoratori.
Il disegno di legge si compone di 6 articoli  e  inserisce delle modifiche al  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevedendo l’istituzione, presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di un Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell'efficienza amministrativa denominato "Nucleo della Concretezza”.
Attraverso questo schema legislativo si intende, anche, contrastare l’assenteismo prevedendo che la verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro sia svolta attraverso l’introduzione di sistemi di identificazione biometrica e di videosorveglianza in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso. Con delle eccezioni richiamate nel comma 1 dell’art. 1.
E’ richiesto il coinvolgimento delle figure dirigenziali che saranno tenute ad adeguare la prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane

 

 

Regolamento Privacy UE 679 2016 e Dati biometrici

 Cosa dice il Regolamento (UE) 679/2016 su  «dati biometrici»:   sono  i dati personali ottenuti da un trattamento tecnico specifico relativi alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono o confermano l'identificazione univoca, quali l'immagine facciale o i dati dattiloscopici; (C51)
I dati biometrici, come le impronte digitali, le foto digitali o le scansioni dell’iride, acquisiscono un’importanza sempre maggiore nell’identificazione delle persone nell’era tecnologica.
Sono considerati dati biometrici, coerentemente con i pareri del Gruppo di Lavoro ex art 29 (WP29):
a) i campioni biometrici,
b) i modelli biometrici,
c) i riferimenti biometrici e ogni altro dato ricavato con procedimento informatico da caratteristiche biometriche e che possa essere ricondotto, anche tramite interconnessione ad altre banche dati, a un interessato individuato o individuabile.

I dati biometrici sono, per loro natura, direttamente, univocamente e in modo tendenzialmente stabile nel tempo, collegati all'individuo e denotano la profonda relazione tra corpo, comportamento e identità della persona, richiedendo particolari cautele in caso di loro trattamento.

L'adozione di sistemi biometrici, in ragione della tecnica prescelta, del contesto di utilizzazione, del numero e della tipologia di potenziali interessati, delle modalità e delle finalità del trattamento, può comportare quindi rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell'interessato.
In ragione di ciò, qualora si intenda provvedere al trattamento di dati biometrici, è necessario presentare al Garante una richiesta di verifica preliminare..
Il Garante ha imposto la “Comunicazione di Violazione dei Dati Biometrici” o incidenti informatici (accessi abusivi, azione di malware) che, pur non avendo un impatto diretto su di essi, possano comunque esporli a rischi di violazione.

 

 

Il Parere del Garante sul DDL: non conformità con la normativa sulla privacy

 Il Garante, al quale  stato richiesto di un parere di conformità della disciplina  disegno di legge recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo" , con la normativa di settore in materia di protezione dei dati personali, in data 11 ottobre 2018 ha rilasciato il Parere  e ha rilevato una serie di aspetti di non conformità, che si vanno brevemente ad illustrare.
È previsto l’impiego simultaneo e non alternativo, oltre che obbligatorio, di due sistemi di verifica del rispetto dell’orario di lavoro (raccolta di dati biometrici e videosorveglianza). A tale proposito l’Autorità di controllo ravvisa una eccedenza rispetto alle finalità perseguite del ricorso ad entrambe le tipologie di contrasto nella lotta all’assenteismo, senza tralasciare il tema dei costi che le Pubbliche Amministrazioni sarebbero costrette a sopportare per adeguarsi alla normativa.
Per questi motivi si chiede la modifica della norma al fine di tenere conto della gradualità dell’applicazione delle tipologie sopra richiamate (videosorveglianza e biometria) e l’utilizzo di un unico sistema, con caratteristiche idonee al raggiungimento della finalità perseguita.
Quale che sarà la scelta della tipologia da usare si dovrà tenere a mente il rispetto di altri principi quali quello della minimizzazione dei dati trattati rispetto alle esigenze effettivamente perseguite (art. 5, par. 1, lett. a) e c), Reg.)., per cui un impiego massivo di tali tipologie di rilevazione delle presenze è ad avviso del Garante sproporzionato.
Inoltre il rispetto dei principi di liceità, proporzionalità e minimizzazione (comunque applicabili anche in presenza di un trattamento previsto da norma legislativa o regolamentare) richiede che il disegno di legge venga modificato al fine di:
a) limitare la scelta ad un solo strumento di verifica;
b) prevedere in ogni caso l’utilizzo nel rispetto del principio di gradualità delle misure limitative dei diritti delle persone, ove cioè altri sistemi di rilevazione delle presenze non risultino idonei rispetto agli scopi perseguiti;
c) ancorare l’utilizzo alla sussistenza di specifici fattori di rischio ovvero a particolari presupposti quali ad esempio le dimensioni dell’ente, il numero dei dipendenti coinvolti, la ricorrenza di situazioni di criticità che potrebbero essere anche influenzate dal contesto ambientale. La declinazione di tali fattori potrebbe essere demandata ai regolamenti di attuazione, sui quali il Garante dovrà esprimere il parere di competenza.

 

Il Garante rileva anche un non corretto utilizzo delle definizioni contenute nel disegno di legge, ove si parla di ’identificazione biometrica (one to many matching, confronto “uno a molti”) che si utilizza quando il dato biometrico acquisito in tempo reale di un interessato non conosciuto viene confrontato con tutti i dati biometrici presenti in un database e già associati a soggetti noti, per essere collegato a quello con le caratteristiche più simili, a fini appunto identificativi.
Nel contesto della rilevazione delle presenze, invece, i soggetti abilitati ad accedere sono noti a priori (i dipendenti pubblici di una amministrazione) e il sistema deve effettuare una mera verifica (ossia un confronto “uno a uno”).
Da questo punto di vista si ritiene più corretto il ricorso alla seguente locuzione: ”sistemi di verifica biometrica dell’identità” e poiché a tale categoria sono riconducibili varie tecnologie, si richiama l’attenzione del legislatore sull'opportunità di individuarne già in questa sede una, che risulti compatibile con le esigenze di protezione dei dati personali dei lavoratori.

 

Rif.
- Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria 12 novembre 2014
- Provvedimento del 15 settembre 2016, che richiama i principi da rispettare e gli adempimenti da effettuare per rendere possibile il ricorso a tecniche biometriche per rilevare la presenza  in servizio dei lavoratori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 16/02/2019

Fonte: Fisco e Tasse

Processo tributario telematico: da oggi accesso al fascicolo telematico

Fascicolo telematico 2019: accesso agli atti anche per la parte non costituita a partire da oggi 28 gennaio 2019. Il comunicato del MEF.

 

 

Da oggi, lunedì 28 gennaio 2019 nell'ambito del processo tributario telematico è disponibile il nuovo servizio di richiesta di accesso temporaneo al fascicolo processuale telematico. La nuova funzionalità è stata realizzata per la parte non ancora costituita in giudizio e consente la visualizzazione degli atti e dei documenti processuali relativi a ricorsi e appelli iscritti ai rispettivi registri generali.

 

In particolare gli uffici di segreteria delle Commissioni Tributarie

  1. esaminano la richiesta di accesso temporaneo
  2. possono accoglierla o rifiutarla, comunicandone l’esito al richiedente tramite PEC.
  3. In caso di autorizzazione alla consultazione, la visibilità del fascicolo processuale è consentita per un periodo di 10 giorni di calendario.

E' questo quanto annunciato nel comunicato stampa n.18 del Ministero dell'Economia e delle Finanza del 25 gennaio 2019 qui allegato.

 

Si ricorda che nel decreto fiscale 119/2018 collegato alla Legge di bilancio 2019  sono introdotte alcune norme mirate ad estendere l'utilizzo del processo tribuatrio telematico. In particolare:

  • dal 1° Luglio 2019 è stata introdotta l’obbligatorietà di procedere alle notifiche e ai depositiall’interno del processo tributario di primo e secondo grado, esclusivamente in via telematica.Inoltre le parti che parteciperanno al giudizio senza l’aiuto di un difensore, potranno utilizzare le modalità telematiche laddove indichino nel ricorso o nel primo atto introduttivo il proprio indirizzo pec.
  • spunta anche la possibilità, previa richiesta nel primo atto introduttivo al processo, di poter partecipare a distanza alle udienze pubbliche mediante un collegamento audiovisivo tra l’aula dell’udienza e il domicilio indicato dal contribuente. Affinché tutto ciò sia possibile sarà necessario assicurare attraverso il rispetto delle regole tecniche-operative previste, che vi sia in entrambi i luoghi la possibilità reciproca di vedere tutte le persone presenti. Per garantire un’organizzazione efficiente delle udienze a distanza, viene stabilito che almeno una udienza al mese, per ogni sezione, venga dedicata esclusivamente alle pubbliche udienze che abbiano richiesto il collegamento audiovisivo a distanza.  

 

 

 

 

In allegato qui sotto : Comunicato MEF n. 18 del 25.01.2019

 

Comunicato n.18

PTT: accesso agli atti e ai documenti del fascicolo telematico anche per la parte non costituita 

Dal 28 gennaio 2019 nell'ambito del processo tributario telematico è disponibile il nuovo servizio di richiesta di accesso temporaneo al fascicolo processuale telematico. La nuova funzionalità è stata realizzata per la parte non ancora costituita in giudizio e consente la visualizzazione degli atti e dei documenti processuali relativi a ricorsi e appelli iscritti ai rispettivi registri generali. Gli uffici di segreteria delle Commissioni Tributarie esaminano la richiesta di accesso temporaneo e possono accoglierla o rifiutarla, comunicandone l’esito al richiedente tramite PEC. In caso di autorizzazione alla consultazione, la visibilità del fascicolo processuale è consentita per un periodo di 10 giorni di calendario.

Roma, 25 gennaio 2019 Ore 15:00

 

 

 

 

 

Pubblicato il 28/01/2019

Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze

Reddito di cittadinanza anche per avviare una impresa

Le diverse modalità di fruizione per le imprese che assumeranno i beneficiari del reddito di cittadinanza e per i lavoratori che avvieranno una attività imprenditoriale

 

 

Il reddito di cittadinanza, spesso  criticato come misura assistenzialista,  cerca in qualche modo invece di collegarsi  al mondo dell'impresa e dell'auto imprenditorialità. Tra le norme descritte  del decreto legge  in fase di approvazione,  si trova infatti la possibilità  che le mensilità del reddito di cittadinanza destinate ad un lavoratore ma non fruite perchè trova lavoro, siano destinate alla azienda che lo assume  o parzialmente anche all'agenzia per il lavoro o l'ente bilaterale che lo ha messo in contatto con l'azienda . E' necessario pero che l'azienda si sia preventivamente registrata sul portale RDC per comunicare i posti vacanti. E' una previsione che  ricalca in parte alcune norme già presenti in passato (su NASPI o mobilità ad esempio) . 

Non solo:  se il beneficiario del RDC decide di avviare una propria attività economica  entro i primi 12 mesi di fruizione  può ottenere  in un unico versamento 6 mensilità del Reddito di cittadinanza calcolato sulla sua specifica situazione familiare.

Vediamo di seguito i dettagli degli articoli del decreto in materia:

I datori di lavoro che comunicano al portale del programma del RdC le disponibilità dei posti vacanti, hanno diritto ad accedere ai seguenti incentivi:

    1.  nel caso in cui un datore di lavoro assuma a tempo pieno e indeterminato il beneficiario di RdC, e il beneficiario non viene licenziato, nei primi 24 mesi, senza giusta causa o giustificato motivo è riconosciuto uno  sgravio contributivo  pari alla differenza tra 18 mensilità di RdC e quello già goduto dal beneficiario stesso, con un minimo di 5, incrementato di una mensilità,  se si tratta di  donne e di soggetti svantaggiati. Il datore di lavoro, deve anche stipulare presso il CPI,  un patto di formazione, con il quale garantisce al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione professionale.
    2. nel caso in cui il datore di lavoro assuma a tempo pieno e indeterminato il beneficiario del RdC, attraverso l'attività svolta da un soggetto privato accreditato di cui all'art. 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015, è riconosciuto, sotto forma di sgravio contributivo, un importo pari alla metà della differenza tra l'importo corrispondente a 18 mensilità di RdC e quello già goduto dal beneficiario stesso.  La restante metà dell'ammontare è riconosciuta al soggetto privato accreditato, sotto forma di sgravio contributivo. 

Anche gli Enti bilaterali di formazione e i Fondi interprofessionali per la formazione continua possono stipulare presso i CPI e presso i soggetti privati accreditati  , un Patto di Formazione con il quale garantiscono al beneficiario un percorso formativo o di riqualificazione ; se in seguito a questo p il beneficiario di RdC ottiene un lavoro, coerente con il profilo formativo, gli Enti ottengono un contributo, anche sotto forma di sgravio contributivo, pari alla metà della differenza tra 18 mesi, e i mesi già usufruiti, nelle stesse modalità descritte sopra .
Le agevolazioni  si  applicano a condizione che il datore di lavoro realizzi un incremento netto del numero di dipendenti a tempo pieno e indeterminato, a meno che si provveda cosi alla sostituzione di lavoratori cessati dal servizio per pensionamento.
Come detto, inoltre, ai beneficiari del RdC che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un'unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili.

La bozza di decreto specifica infine che queste  agevolazioni non spettano ai datori di lavoro che, nel triennio precedente alla richiesta, siano stati destinatari di provvedimenti sanzionatori anche non definitivi concernenti le violazioni di natura previdenziale ed in materia di tutela delle condizioni di lavoro che costituiscono cause ostative al rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) .

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 10/01/2019

Fonte: Fisco e Tasse